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I modi della rappresentazione
Le foto che corredano quest'articolo sono state scattate nel tardo pomeriggio di lunedi 24 maggio, a poco meno di venti giorni dalle elezioni (europeee, provinciali, comunali...). I tabelloni, desolantemente vuoti, non rispecchiano certo un infuocato clima di scontro politico. Tutto sembra scorrere nel più completo disinteresse. Eppure non si tratta di piazze fredde o poco 'partecipative'. Per il poco che può contare, queste foto sono state prese al centro della Toscana, in una zona politicamente molto 'calda' e appassionata. È probabile che in altri luoghi la situazione sia diversa (per esempio nelle grandi città dove maggiore è il numero dei candidati e quindi maggiore è la necessità della propaganda!) ma il dato che salta comunque agli occhi è il cambiamento, ormai irreversibile, dei 'modi' della battaglia elettorale. Un cambiamento storico e antropologico. Tutto questo è evidentemente morto e sepolto. Se sia un bene o un male spetterà agli storici delle scienze politiche e umane stabilirlo. L' affissione è diventata un business miliardario conteso con l'unghie e con i denti dalle grandi agenzie di pubblicità, i comizi non esistono più e la televisione trasmette 'politica' a qualsiasi ora e in qualsiasi situazione (i modi per eludere la par condicio sono infiniti e subdoli). La militanza partitica, in questo quadro, si è trasformata in un affare di lobby , un 'portaborsato' perenne finalizzato al tornaconto personale o di gruppo. Gli spazi di affissione pubblica sono stati lasciati, quasi con repulsione, ai pochi candidati locali che rimangono a contendersi le briciole della 'torta'. Le parole d'ordine sono poche, il più generiche possibile e danno solo spazio ai 'faccioni' 70x100 degli aspiranti-sindaco delle periferie. Detta così la situazione appare senza speranza: nostalgicamente sconsolata al punto da sfiorare il qualunquismo. Tutti conosciamo, infatti, un candidato, un gruppo, un'idea che non rispondono a questo vuoto di fondo e che ci fanno intravedere, in fondo al tunnel, anche un po' di luce. Abbastanza paradossalmente c'è, in giro, una grande voglia di 'politica', di confronto su grandi temi, una voglia di idee, e su queste 'voglie' la gente è disposta a mobilitarsi e a partecipare. Tornando a bomba, ci dicono che la trasformazione dei 'modi' di rappresentazione partitica non ha visto una riduzione della passione e che sono centinaia e centinaia gli incontri tra i candidati e la gente, le riunioni conviviali e i dibattiti. La gente discute di politica su internet in una specie di solipsismo di massa, partecipato e 'democratico'.
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Non siamo innocenti
*Michael Mandel è anche co-presidente di Avvocati Contro la Guerra, gruppo canadese di giuristi con membri in dieci paesi.
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Un elefante morto a New YorkIl presidente americano Bush ha il potere, con la sua sola presenza, di far mobilitare i grafici in tutto il mondo. Nel nostro piccolo stiamo preparando un salutino per la sua prossima visita in Italia. In America, più professionali, già si preparano per la convention repubblicana di fine agosto. Dal 29 agosto al 2 settembre si terrà a New York la convention nazionale del partito repubblicano (Rnc) che investirà l'attuale presidente Bush del ruolo di candidato ufficiale repubblicano alle prossime elezioni presidenziali americane. Praticamente tutte le organizzazioni di opposizione e pacifiste americane hanno lanciato la sfida di portare un milione di persone in piazza per gridare la parola d'ordine "Rnc Not Welcome" .
Non poteva mancare il logo dell'iniziativa.
Tre poster contro la Rnc, rispettivamente di William Etundi Jr, Kyle Goen, Protest Poster.
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No Photo!
C'erano, in Iraq, le armi di distruzione di massa? C'erano e il segretario americano alla difesa, Donald Rumsfeld, finalmente le ha trovate. E non c'era nemmeno bisogno di tanto cercare. Bastava guardare negli zainetti delle truppe. Quelle macchinette digitali che ognuno si porta con sé (i militari americani in Iraq le hanno in dotazione, insieme ad una videocamera e a un lettore cd), per fare una foto alla fidanzata, ricordarsi un paesaggio, una situazione, un luogo, erano la vera arma di distruzione di massa. Puntata dritta verso il Pentagono e la Casa Bianca! Le foto delle bare americane che tornano in patria e le foto delle torture di Abu Ghraib, per non ricordare le immagini devastanti di tutti gli effetti collaterali lasciati sul territorio, sono le originali arme letali di questa guerra. E se le torture e le violenze ci pare difficile vengano eliminate essendo, come pare, stile di lavoro della CIA, perlomeno si potranno evitare le documentazioni imbarazzanti. Occhio che non vede, cuore che non duole! Così una nuova disposizione del ministero della difesa americano vieta al personale militare l'uso della macchina fotografica nelle zone di guerra. Non sappiamo se verranno anche tutte confiscate, tanto per andare sul sicuro. E le mele marce, di cui tanto s'è parlato? Non dovrebbero essere difficili da vedere: sono tutte in cima al cesto!
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