I modi della rappresentazione

Le foto che corredano quest'articolo sono state scattate nel tardo pomeriggio di lunedi 24 maggio, a poco meno di venti giorni dalle elezioni (europeee, provinciali, comunali...). I tabelloni, desolantemente vuoti, non rispecchiano certo un infuocato clima di scontro politico. Tutto sembra scorrere nel più completo disinteresse. Eppure non si tratta di piazze fredde o poco 'partecipative'. Per il poco che può contare, queste foto sono state prese al centro della Toscana, in una zona politicamente molto 'calda' e appassionata.

È probabile che in altri luoghi la situazione sia diversa (per esempio nelle grandi città dove maggiore è il numero dei candidati e quindi maggiore è la necessità della propaganda!) ma il dato che salta comunque agli occhi è il cambiamento, ormai irreversibile, dei 'modi' della battaglia elettorale. Un cambiamento storico e antropologico.
Qualcuno ricorderà i tempi in cui i comizi erano rigidamente fissati e i luoghi certi. Alle 18 parlava l'oratore del Partito liberale, ad esempio, e alle 19,30 quello del Partito repubblicano. Giusto il tempo per cambiare le bandiere e gli striscioni sul palco. Gli spazi di affissione elettorale erano, come adesso, rigidamente predeterminati e la sera i volontari 'attacchini' passavano ad affiggere i manifesti che parlavano di questioni e politica locale ma anche, ed erano i più, di grande politica nazionale e invitavano al voto. Appena dopo cena la televisione di stato trasmetteva 'Tribuna politica'. La campagna elettorale si svolgeva poi, con l'impegno forte dei militanti, nei dibattiti 'porta a porta', nelle parrocchie, nei circoli culturali e ricreativi, nei bar, nelle case del popolo.

Tutto questo è evidentemente morto e sepolto. Se sia un bene o un male spetterà agli storici delle scienze politiche e umane stabilirlo. L' affissione è diventata un business miliardario conteso con l'unghie e con i denti dalle grandi agenzie di pubblicità, i comizi non esistono più e la televisione trasmette 'politica' a qualsiasi ora e in qualsiasi situazione (i modi per eludere la par condicio sono infiniti e subdoli). La militanza partitica, in questo quadro, si è trasformata in un affare di lobby , un 'portaborsato' perenne finalizzato al tornaconto personale o di gruppo. Gli spazi di affissione pubblica sono stati lasciati, quasi con repulsione, ai pochi candidati locali che rimangono a contendersi le briciole della 'torta'. Le parole d'ordine sono poche, il più generiche possibile e danno solo spazio ai 'faccioni' 70x100 degli aspiranti-sindaco delle periferie.

Detta così la situazione appare senza speranza: nostalgicamente sconsolata al punto da sfiorare il qualunquismo. Tutti conosciamo, infatti, un candidato, un gruppo, un'idea che non rispondono a questo vuoto di fondo e che ci fanno intravedere, in fondo al tunnel, anche un po' di luce. Abbastanza paradossalmente c'è, in giro, una grande voglia di 'politica', di confronto su grandi temi, una voglia di idee, e su queste 'voglie' la gente è disposta a mobilitarsi e a partecipare.

Tornando a bomba, ci dicono che la trasformazione dei 'modi' di rappresentazione partitica non ha visto una riduzione della passione e che sono centinaia e centinaia gli incontri tra i candidati e la gente, le riunioni conviviali e i dibattiti. La gente discute di politica su internet in una specie di solipsismo di massa, partecipato e 'democratico'.
È possibile, ma tutto questo lascia un senso quasi d'abbandono. Anche la politica rappresentativa italiana sta forse diventando 'moderna' (all'americana, si sarebbe detto!), ma l'impressione è che con l'acqua sporca della 'partitocrazia' si stia buttando via anche il bambino della 'partecipazione'. E c'è chi non ci sta!

 

 
 

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La fontana della giovinezza

L'aria della Casa delle Libertà fa decisamente bene alla carnagione. Il presidente Berlusconi ha presentato nei giorni scorsi la candidata alla presidenza per la Provincia di Milano, il Presidente uscente Ombretta Colli.
Voi non ci crederete ma Ombretta Colli è quella bellissima, e sopratutto giovanissima, signora che sorride alle spalle di Berlusconi. Eppure ci sembrava di ricordarla già apprezzata cantante negli anni sessanta, prima di sposarsi con Giorgio Gaber.

Il tempo passa ma per qualcuno passa meno che per altri e oggi, sulla scia del presidente del consiglio, Ombretta Colli è ancora una piacente trentenne, al massimo quarantenne, in carriera. Noi non ci permetteremo (un po' di bon ton , che diamine!) di dire la data di nascita della signora, ma ci limitiamo a suggerire alcune magiche parolette molto di moda nella propaganda politica: lifting , photoshop , velatino...

 

 
 

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Non siamo innocenti



'Non siamo innocenti' è l'affermazione di Michael Mandel*, ebreo, canadese, pacifista convinto, professore di diritto internazionale all'università di York, a nord di Toronto, che insieme all'Università Concordia di Montreal è stata scenario di scontri tra ebrei e palestinesi. Gli episodi di intolleranza razziale si sono sempre verificati in Nordamerica e nelle ultime settimane a Toronto numerosi sono stati quelli di antisemitismo, simboli nazisti disegnati sui muri delle case, stelle di David trasformate in svastiche, tombe profanate nel cimitero ebraico.
L'opinione espressa da Mandel in una recente intervista pubblicata da Alias è quella di non scindere questi atti dal contesto mondiale e comunque è convinto che la gravità di ciò che il governo di Israele sta facendo è di gran lunga superiore: non mette segni sulle case ma le distrugge, non profana i cimiteri ma uccide le persone.

Quello che gli ebrei dal 1967 fanno ai palestinesi, violando tutte le leggi internazionali e boicottando le corti internazionali grazie all'aiuto degli Stati Uniti, dà una motivazione all'odio;
i palestinesi compiono gli attacchi suicidi perché non hanno aerei ed elicotteri, il conflitto non avrà fine finché gli ebrei saranno dalla parte del torto, finché non finiranno l'occupazione, solo poi 'potremo chiedere il rispetto dei nostri diritti'.
L'equivalenza tra l'antisemitismo di oggi e quello del nazismo è un'offesa alle vittime della Shoah: loro erano innocenti, gli ebrei di oggi sono oppressori e uccidono le persone.

*Michael Mandel è anche co-presidente di Avvocati Contro la Guerra, gruppo canadese di giuristi con membri in dieci paesi.
David Tartakover novembre 2000: Kit di protezione contro gli attacchi chimici. Oggetti simbolici del suo paese in stato di guerra permanente scelti da Tartakover;
I'm here. Sono qui, ciò vuole dire che io sono? Il conducente del carroarmato, un israeliano, o il giovane palestinese? Sono tagliato in due, io che lotto senza sosta per la pace.

 
 

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Un elefante morto a New York

Il presidente americano Bush ha il potere, con la sua sola presenza, di far mobilitare i grafici in tutto il mondo. Nel nostro piccolo stiamo preparando un salutino per la sua prossima visita in Italia. In America, più professionali, già si preparano per la convention repubblicana di fine agosto.

Dal 29 agosto al 2 settembre si terrà a New York la convention nazionale del partito repubblicano (Rnc) che investirà l'attuale presidente Bush del ruolo di candidato ufficiale repubblicano alle prossime elezioni presidenziali americane. Praticamente tutte le organizzazioni di opposizione e pacifiste americane hanno lanciato la sfida di portare un milione di persone in piazza per gridare la parola d'ordine "Rnc Not Welcome" .

Non poteva mancare il logo dell'iniziativa.
Ancora una volta una variazione sul tema del "I love NY" di Milton Glaser, con l'elefante a stelle e strisce, simbolo dei Repubblicani, al posto del cuore e a pancia all'aria come un pesce agonizzante.
La fine che si augurano faccia il partito repubblicano alle prossime elezioni.


Tre poster contro la Rnc, rispettivamente di William Etundi Jr, Kyle Goen, Protest Poster.

 
 

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No Photo!

C'erano, in Iraq, le armi di distruzione di massa? C'erano e il segretario americano alla difesa, Donald Rumsfeld, finalmente le ha trovate. E non c'era nemmeno bisogno di tanto cercare. Bastava guardare negli zainetti delle truppe. Quelle macchinette digitali che ognuno si porta con sé (i militari americani in Iraq le hanno in dotazione, insieme ad una videocamera e a un lettore cd), per fare una foto alla fidanzata, ricordarsi un paesaggio, una situazione, un luogo, erano la vera arma di distruzione di massa. Puntata dritta verso il Pentagono e la Casa Bianca!

Le foto delle bare americane che tornano in patria e le foto delle torture di Abu Ghraib, per non ricordare le immagini devastanti di tutti gli effetti collaterali lasciati sul territorio, sono le originali arme letali di questa guerra.

E se le torture e le violenze ci pare difficile vengano eliminate essendo, come pare, stile di lavoro della CIA, perlomeno si potranno evitare le documentazioni imbarazzanti. Occhio che non vede, cuore che non duole! Così una nuova disposizione del ministero della difesa americano vieta al personale militare l'uso della macchina fotografica nelle zone di guerra. Non sappiamo se verranno anche tutte confiscate, tanto per andare sul sicuro.

E le mele marce, di cui tanto s'è parlato? Non dovrebbero essere difficili da vedere: sono tutte in cima al cesto!


fonte: www.aiap.it

 

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