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Maggio 2004 Nuovi Cittadini La macchina mondiale 2

Globalizzazione e fenomeni migratori.

 

di Marco Arlotti.

 

L'immigrazione costituisce ormai da anni per l'Italia un fenomeno strutturale che sta trasformando in maniera definitiva, quella che era una terra di emigrati in un paese sempre più meta desiderata di flussi di migranti provenienti da tutto il mondo.

Questa trasformazione rientra in quella particolare tendenza contemporanea che vede sempre più accentuati gli spostamenti dai paesi sottosviluppati alle aree più ricche.

Tale mobilità che ha assunto oggi caratteristiche planetarie trova spiegazione nella particolare configurazione economica e politica mondiale, peculiare per la sua crescente sperequazione redistributiva del PIL globale che porta ad accrescere, e non a diminuire, un divario sempre più grande tra paesi Occidentali e i paesi del Terzo mondo.

Il costante squilibrio macro-strutturale, congiunto alla forte pressione demografica in atto da anni nei paesi sottosviluppati, spinge una sempre maggiore moltitudine di persone a fuggire dai propri paesi, nella speranza di un futuro nelle società occidentali.

I migranti rappresentano per eccellenza ciò che oggi si è imposto a livello globale, ovvero la libera circolazione delle merci, dei capitali ecc…, totalmente scorporati da vincoli che siano territoriali o nazionali.

L'orizzonte attuale rimanda sempre a un qualcosa che può essere altrimenti, contingente, astratto capace di spostarsi incessantemente nella rete globale senza alcuna limitazione o restrizione.

Tutto questo ha una propria specificità funzionale che per alcuni studiosi va collegata all'affermazione di quello che viene definito il capitalismo virtuale, ovvero la stadio ultimo del capitalismo in cui la nota formula del valore di scambio D-M-D', diventa direttamente D-D'.

Nel concreto, tale processo trova manifestazione nell'economia-finanziarizzata, dove l'importante non concerne tanto lo scambio effettivamente conseguito, ma il gioco di speculazioni, aspettative di rendimento ecc… che muovono i vari attori economici alla ricerca della condizione più profittevole.

Tutto questo formalmente non dovrebbe pregiudicare niente della realtà materiale, lasciando che gli “animals spirits” di smittiana memoria possano tranquillamente affrontarsi in un'arena virtuale, autoregolata dalla solita manina invisibile.

Il problema sta però in una piccola cosa che ci siamo dimenticati: ovvero che dietro a quei capitali che vengono spostati così facilmente da una parte all'altra del globo esiste una realtà che non è fatta tanto di numeri e di quantità, ma di persone e di uomini che in pochissimi istanti possono trovarsi, ad esempio, senza lavoro solo perché gli investitori della loro fabbrica, trovando condizioni favorevoli in Cina, spostano senza alcuna preoccupazione i capitali investiti in Brasile.

La Globalizzazione così regolata provoca il continuo depauperamento dei paesi in via di sviluppo, a vantaggio di quelli più ricchi, legittimando la richiesta delle popolazioni più povere a un'esistenza che possa definirsi tale nel vero senso della parola.

Questo diritto viene negato in due modi:

 

•  Impedendo loro l'arrivo nei paesi occidentali: le politiche contenitive e repressive del fenomeno immigrazione sono diventate tendenza generale di qualsiasi governo di destra e di sinistra; in una realtà in cui la libertà di circolazione diventa assioma imprescindibile del sistema vigente, sempre più diventano frequenti gli accordi di “fortificazione e difesa dei confini” fra le nazioni occidentali. Un esempio, il trattato di Schengen che come dice Magni:

“… limita il diritto di libera circolazione ai soli cittadini

 

europei, lasciando fuori i non comunitari… l'Europa venne accusata di avere scelto una politica egoistica, erigendosi a “fortezza”, chiusa alle pressioni migratorie, soprattutto dai paesi collocati a sud del Mediterraneo… ” [Magni, 1995] 1

•  Non riconoscendo completamente i diritti agli extracomunitari, relegandoli a una vita precaria o ancor peggio clandestina, in cui l'individuo diventa, come dice Dal Lago “… Non Persona…” [Dal Lago, 1999] 2

I Migranti rappresentano per eccellenza uno dei paradossi di questa globalizzazione: da una parte sono prevalentemente esclusi e rifiutati nelle nostre società; dall'altra sono funzionali alle esigenze economiche sistemiche, poiché rispondono alla domanda crescente proveniente da settori del mercato del lavoro che richiedono l'impiego di manodopera precaria e dequalificata.

Un altro aspetto da non trascurare è anche la percezione che noi abbiamo del fenomeno migratorio: una percezione guidata da ragionamenti di senso comune, fortemente legittimati non solo dai media, ma anche da quegli “ imprenditori politici delle paure ” [Dal Lago, 1999] 2 che scorgono in questo campo una ghiotta possibilità per capitalizzare al meglio il proprio consenso politico.

La “ costruzione sociale dello straniero ” implica una forte marcatura dei confini tra il NOI, e il LORO: una differenziazione che si sente oggi come necessaria in un contesto iper-complessificato, incerto, in cui il poter riaffermare la propria identità a discapito di colui che è diverso viene sentito come un bisogno fondante per far fronte allo spaesamento globale.

La Globalizzazione odierna accentua e alimenta le tensioni economico-politico-sociali, ignorando quelle che oggi sono le priorità per le popolazioni migranti: il problema non si risolve stanziando irrisori finanziamenti ai paesi in via di sviluppo.

Serve lungimiranza e capacità da parte della politica di creare un sistema di governance in grado di redistribuire equamente le risorse mondiali, e allo stesso tempo costituire una nuova forma di democrazia globale in grado di prevenire nel lungo periodo il prevalere di istanze unilaterali.

Sempre più necessario sarà in futuro, cercare di costruire una società globale in cui la differenza etnica non venga totalmente annullata, ma bensì sensibilizzata nell'aprirsi e nel confrontarsi con l'esterno.

Note

1 Magni R., 1995, Gli Immigrati in Italia , Edizione Lavoro, Roma.

2 Dal Lago A., 1999, Non Persone. L'Esclusione dei Migranti in una

Società Globale , Feltrinelli, Milano.

Appuntamenti Cinemacondo/Centro Donna

 

Mercoledì 26 Maggio Withy di W. R. Fassbinder

Venerdì 28 Maggio Pionieri a Ingoldstd di W. R. Fassbinder

Sabato 29 Maggio Un anno con 13 lune di W. R. Fassbinder

Lunedì 31 Maggio Voglio solo che voi mi amiate di W. R. Fassbinder

Martedì 1° Giugno L'Agnese va a morire di Giuliano Montaldo

Mercoledì 2 Giugno Querelle de Brest di W. R. Fassbinder

Venerdì 4 Giugno Il diritto del più forte di W. R. Fassbinder

Lunedì 7 Giugno L'occhio che uccide di Michael Powell

Martedì 8 Giugno Berlin – Jerusalem di Amos Gitai

Venerdì 11 Giugno The American Nightmare di Adam Simon

Lunedì 14 Giugno La notte dei morti viventi di George A. Romero

 

Le proiezioni iniziano alle 21 in Via Valerio n°8.

 

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