Marinaio di montagna
January 27th, 2008
Sembra passato un anno dal mio ultimo post…
Recupero le idee, e cerco di metterle in fila. Con il nuovo anno, sono cambiate già molte cose, o meglio si sono evolute. Il lavoro procede a gonfie vele, aumentano le responsabilità ma di conseguenza anche le soddisfazioni. La mia vita sta subendo delle forti ondate, che non possono che portarmi bene; spero solo di riuscire a mantenere la rotta nel migliore dei modi. Fortunatamente al mio fianco ho sempre un fantastico equipaggio (e anche dei grandi ammiragli), che finalmente si è arricchito di una importante figura femminile: Esther.
Si vede che è molto che non scrivo: volevo parlare di Netmage e sono già alla deriva, per continuare ad usare un gergo da marina, che non mi si addice per niente. Con un colpo di timone, raddrizzo la barca e punto la prua verso la meta.
Netmage dicevamo, importante festival di live media di Bologna, evento spin-off di artefiera. Nella mia incoscienza decido di andarci di sabato, l’ultimo giorno. Palazzo Re Enzo è gremito. Ci accoglie un’installazione sonora: “Pneumatic sound field” di Edwin van der Heide, una struttura metallica che regge delle valvole pneumatiche che fanno vibrare l’aria in maniera intensa, avvolgendo chi si immerge nella struttura… un senso di spaesamento davvero suggestivo, il rumore crea silenzo. Mi accorgo che sono un dei pochi ad apprezzare… cominciamo bene… Ok si parte: fila per il biglietto, fila per la birra, uscite ed entrate che si confondono come se fossero un disegno di Escher… insomma lo spazio è molto suggestivo, ma sembra organizzato da un bimbo che gioca con il lego. Entro nella sala principale, immensa, piena di schermi, dove dei djs e vjs stanno dando vita alla loro performance. Dopo poco capisco che la sala più grande è la sala cosiddetta “commerciale”. Il livello degli eventi è piuttosto mediocre e ritrito, e dopo poco la stanza è popolata di tamarri in attesa della festa finale. Scelgo di rifugiarmi nella sala piccola. La decisione si rivela molto azzeccata. Da segnalare assolutamente il lavoro dei Visomatic inc. ed Errorsmith Telematique, i quali danno vita ad una performance minimal, composta da una struttura tridimensionale di styrofoam, sulla quale si susseguono diverse luci, a seconda dei tipi di suono, dalla frequenza e tonalità a cui vengono associate. Bello il risultato, ed interessante l’introduzione della spazialità fisica, all’interno di una ricerca simile. Di sicuro impatto i Prurient, un ensemble di musicisti che fanno un noise elettronico di evidente ispirazione black metal, creando un muro di suono, rafforzato dalle grida strazianti del cantante. Ottimo, sembra il superamento del metalcore!
Prima di uscire, carico di entusiasmo e curiosità mi faccio consigliare un disco dal ragazzo della distro. Lo devo ancora ascoltare bene… Costo: 7 euro, ne avevo 10 e, non avendo resto da darmi, mi aggiunge una cassetta e mi chiede:”è la cassetta di un ragazzo molto bravo, conosci Claudio Rocchetti?”. Rispondo che è un amico di Bolzano… mi viene da dire qua nto è piccolo il mondo, ma credo di essere piccolo solo io.





Come ogni blog che si rispetti, anche il mio tratterà di musica. Ma non per questo diventerà rispettabile.Ieri sera ho deciso di andare a sentire gli
Giovedì sera, ore 19. Appuntamento all’Accademia di Belle Arti di Bologna per l’incontro con Ian Anderson, fondatore dello studio inglese 
