V-day

September 10th, 2007

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8 settembre 2007, Bologna, V-day. Sono circa le 17 e, attraversano un’immensa processione, arrivo in Piazza Maggiore. Beppe Grillo sta già arringando la folla, stilando la lunga lista dei parlamentari condannati tutt’ora in carica. Questo è uno dei motivi per i quali il “Vaffanculo day” è stato indetto. Sempre correlati, sono gli altri 2 punti del giorno della vendetta, della riscossa: il divieto di essere eletti deputati o senatori per più di due legislature ed il ritorno all’elezione diretta dei parlamentari. La vasta folla (si parla di 200.000 persone…) pende dalle labbra urlanti del comico genovese, acclamandolo in continuazione. Generalmente sono restio a partecipare a questi eventi di massa, essendo fermamente convinto che una persona deve fare delle piccole rivoluzioni ogni giorno, non aspettare che arrivi qualcuno a prenderlo per i capelli e portarlo in piazza. Fatto stà che Beppe ci sà fare, eccome! É un personaggio che stimo e seguo da anni, di innegabile carisma ed intelligenza, promotore di iniziative che altrimenti faticherebbero ad avanzare (vedi la diffusione dei nuovi mezzi di informazione). Condivido nella quasi totalità i punti del v-day e mi è sembrato giusto esserci. Sinceramente la mia presenza è durata poco all’inizio. Finita l’arringa, a causa della mia insofferenza verso le moltitudini umane, sono andato a farmi un giro per il centro(…), lasciando un modesto gruppo musicale sul palco. Al mio ritorno le esibizioni sono terminate e sta per inizia il gran finale. Sul palco ci sono Marco Travaglio, Sabina Guzzanti, Massimo Fini e Grillo appunto. La Guzzanti, mi duole dirlo, la trovo sempre più spenta, meno pungente. Forse “Viva Zapatero!” ha terminato il suo fervore? mi auguro di no, ma la sua presenza non è stata troppo significativa. Di tutt’altro spessore l’intervento di Massimo Fini. Mandando a fanculo (è il caso di dirlo), la demagogia (che detesto), ha dichiarato la fine della partitocrazia e della democrazia stessa, sintomo di un declino ed inadeguatezza del genere umano. Sulla sua scia anche Travaglio, giornalista che ammiro molto. Sempre evitando slogan e luoghi comuni, ci ricorda varie lotte all’illegalità di passati recenti, ci invita ad aprire gli occhi e non fidarci di persone con passati bui (sopratutto legati alla mafia), e considerare meglio persone che avranno metodi estremi, ma che sono esempio di impegno nella difesa della legge (a cui il v-day appunto fa riferimento), vedi lo stesso Cofferati, sindaco di Bologna.
A un certo punto mi sarebbe piaciuto salire sul palco, ed urlare solo una frase: sveglia siamo nel 2007! Pare che tutta la piazza stesse ricevendo un’epifania, una benedizione. Ma basterebbe che ognuno di noi leggesse, si informasse, spegnesse un po la tv, per scoprire un po’ di cose che ci hanno raccontato i vari intervenuti.
L’indomani leggo su “Repubblica”, un intervento di Massimo Cacciari, filosofo e sindaco di Venezia. Il suo dubbio era che si sia caduti nel qualunquismo al v-day. Può darsi, ma non da parte di Grillo & co. Lodevole il loro impegno per far entrare nelle zucche degli italiani un po’ di nozioni vitali in più! Forse il qualunquismo era nella massa (vedasi teorie della scuola di Francoforte)… ma sinceramente, dopo tutte le polemiche di questi giorni, non mi sento di proporne un’altra.

2 Responses to “V-day”

  1. manuel Says:

    E’ stato entusiasmante vedere in streaming quanta gente è accorsa a bologna per vedere lo spettacolo di grillo e in quanti hanno firmato la proposta di legge popolare (300.000) nonostante lo scontato boicottaggio dei media. La giornata dell’otto settembre è stata un successo anche perchè ha mostrato la concretezza di un movimento nato in un ambiente virtuale (la rete), affermando a gran voce l’importanza di preservare il nostro ultimo mezzo di comunicazione di massa libero.

  2. zane Says:

    Non posso che essere d’accordo con te Manuel. Al di la degli schieramenti, delle polemiche, della banalità; è fondamentale (come dici tu) il ruolo che ha svolto la rete, portando fuori da essa stessa, e dalle case, la gente. Il movimento di piazza come lo conoscevamo è morto da tempo, l’America ed il nord Europa se ne sono accorti da un pezzo. Pian piano ci stiamo arrivando anche noi…

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