Festa dell’umiltà

September 2nd, 2007

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Sabato sera. Io ed Eros decidiamo di andare alla festà dell’unità, qua a Bologna. Saliamo su un autobus colmo all’inverosimile e in pochi minuti siamo al parco nord. La gente è moltissima già all’ingresso e, mentre la attraverso per entrare, si schiude davanti a me uno scenario a cui sinceramente, non ero preparato. La festa dell’unità, a detta degli organizzatori, ovvero ds ed ulivo (e futuro pd), dovrebbe essere il luogo d’incontro della città, un modo per riavvicinare il cittadino alla politica. 10 passi, primo stand: hummer (inutile suv americano succhia petrolio), mercedes, macchine sportive… Questo dovrebbe avvicinarmi alla politica? automobili che la maggior parte della gente comune non può acquistare? Gli stand si susseguono in un infinità di paccottiglia, attrezzi da cucina, giardinaggio, dolciumi, dove banditori attirano gente come un fiore attira un’ ape. Giustamente uno stand è adibito a bancomat, altrimenti come potrei avvicinarmi alla politica? di fianco c’è il tabaccaio, più in là i ristoranti. Ah già i ristoranti. Io volevo una piada o un panino, come alle sagre. Per arrivare ai baracchini sono costretto ad attraversare una muraglia di ristoranti dove giungono musiche latinoamericane e profumi che, mischiati assieme, non hanno nessuna nazionalità. Il tutto a prezzi non precisamente popolari. In tutto questo frastuono, arrivo ad uno stand di monaci tibetani. Tra un volantino per la libertà del tibet, ed un cd masterizzato alla meno peggio di canti tibetani anch’essi, un monaco sta facendo un mandala. Ci avviciniamo. In mezzo al caos lui fa cadere lentamente dei granelli di sabbia colorata, che incollandosi su una tavoletta, fomano dei disegni simmetrici. Ci guarda e sorride. Accetta la sua spettacolarizzazione e sta sopra a tutto ciò che ci circonda.
Ci rifugiamo all’Estragon a sentire gli Skiantos. Dopo due ore usciamo ed è come prima, vai a vieni di gente, musiche nostalgiche degli anni ‘80, e tanto buon umore.
Tutto troppo eccessivo, troppo superficiale. Bastava molto meno. Penso ai soldi che circolano in questa festa. Festa dell’unità. Io non mi sento parte di nulla di tutto ciò.
Al futuro pd (partito deomocratico) mi sento di dare un piccolo suggerimento (dal basso della mia posizione…). Il prossimo anno fate la “festa dell’umiltà”, senza tutte queste cavolate. Scendete dal vostro scranno e cercate di proporre qualcosa di veramente utile, nuovo, non nomi nuovi e facce vecchie (in tutti i sensi), non modelli di vita capitalistici, stili di vita dediti al consumismo totale.
Fate qualcosa di utile, una volta tanto.
Vorrei sentirmi orgoglioso di essere “di sinistra”.

2 Responses to “Festa dell’umiltà”

  1. Enoela » Blog Archive » Energia 2.0 Says:

    […] Tim, non si preoccupi. I SUV (Hummer compresi, in mostra perfino alle feste dell’Unità) ce li stiamo procurando anche noi. L’aria condizionata la stiamo installando ovunque nelle […]

  2. Enoela » Blog Archive » E se la spegnessimo? Says:

    […] sull’alta moda. Poi i pensieri e le idee si accavallano e ripenso all’Hummer in mostra alla festà dell’Unità,  l’anno scorso. Ma non divaghiamo, restiamo sul […]

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