Archive for December, 2007

The end

Monday, December 31st, 2007

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L’anno finisce. Ok in realtà non finisce un bel niente, queste festività non mi sono mai piaciute… però mi adeguo e colgo l’occasione per fare dei ringraziamenti, insomma degli “end credits” di un anno, il 2007 che è singificato molto per me.
Anno di cambiamenti, soddisfazioni e forti emozioni. Per questo ringrazio in maniera sparsa (senza ordini di preferenze, anche se ci sono, sperando di non aver dimenticato nessuno!) le seguenti persone:

I miei genitori, Marcello, Beppe, Andrea, Christian, Eleonora, Alex, Martina, Emilio, Irene, Esther, Giulia, Checco, Erica, Raffa, Il team di Campivisivi, L’Accademia di Belle Arti di Urbino, Chia Lab, I miei “kids” di Bolzano: Devid, Claudio, Matteo, xpozzox, Pozza, Florian, Ogni ecc…, i miei “fratelli” Icio, Simone e Stefano, Eros, Andrea I., Eugenio, Natacha, Lisa…

spero di non aver dimenticato nessuno… grazie ancora!

Hardcore graphic design

Saturday, December 29th, 2007

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In questi giorni sto leggendo “American punk hardcore”, un libro che esamina il periodo 1980-’86, durante quale ha avuto la luce uno dei miei generi musicali preferiti, l’hardcore punk americano appunto.
Nelle prime pagine del libro ci sono alcuni esmpi di loghi e marchi utilizzati dalle band del periodo. In mezzo a tante oscenità prodotte in campo grafico/musicale in quegli anni, spicca invece un ottimo esempio di design grafico (almeno secondo il mio metro di giudizio): il marchio dei Black Flag (a sx nell’immagine).

Semplice, crudo e forse un po’ grezzo, come la musica dei black flag, si presenta con una semplice scritta e quattro rettangoli neri che insieme, sintetizzano una bandiera nera, simblo anarchico, che garrisce al vento. Sono 4 come il numero dei componenti del gruppo alle origini (poi divennero 5 e cambiarono numerose volte…).
Il marchio è ben disegnato perchè è diventato un’icona nel corso degli anni: ovunque tu vada, se vedi 4 rettangoli sfalsati sul piano orizzontale ed in serie, che siano su una maglietta, su un cd (vinile al tempo), su un muro o tatuati su un braccio, sai che sono il simbolo dei black flag. Se vai in un negozio di dischi, vedi spuntare i blocchetti neri in mezzo al resto, insomma: funziona. Anche perchè è un marchio, ha le sue decinazioni: rettangoli con lettering intero, spezzato, senza scritta, solo scritta ecc…
Ora la tendenza è tutt’altra. Come la musica hardcore è morta, o meglio si è trasformata in post-hardcore, anche la grafica dei gruppi è mutata, è stata contaminata dalla complessità del metal e dalla “commercializzazione” del pop. Non esistono più marchi delle band. Su cd, magliette, banner, siti ecc… ogni volta compare un elemento grafico differente. Non solo, nel genere è stato introdotto un elemento di complessità che rende spesso i loghi (o marchi) illeggibili. In questo caso ho scelto il “logo” degli Atreyu come esempio (a dx nell’immagine) ma la scenta è stata casuale, ce ne sono moltissimi così: sporchi, illeggibili, banali.

I Black Flag hanno scritto la storia della musica hardcore e non solo, il loro simbolo campeggia e continuerà a farlo sulle magliette dei “kids” di mezzo mondo… alle band di ora non restano che le briciole…

Colpi alla democrazia

Friday, December 28th, 2007

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Poche ore fa è stata assassinata Benazir Bhutto, leader dell’opposizione Pakistana, nonchè ex primo ministro dello stesso paese asiatico.
Non voglio soffermarmi troppo sulla vicenda in sè, in quanto già molti giornali e telegiornali ne stanno discutendo abbondantemente.
Mi sento però in dovere di spendere poche parole in onore di questa figura, portatrice di democrazia ed uguaglianza, sia sessuale (ricordiamo che il Pakistan è un paese musulmano) che sociale. Come il padre, anche lei è stata vittima di una cospirazione politica.
Quello che mi lascia perplesso è il fatto che, la cospirazione parta dall’alto verso il basso, cioè dai detentori del potere, verso chi si batte per le classi minori, anzichè il contrario. Alle soglie del 2008 tutto ciò mi rattrista.
Altri due colpi sono stati sparati alla democrazia, la quale vacilla sempre di più…

Dimenticavo: buone feste e preparate bene il vostro divertentissimo capodanno!

Vecchio Natale

Tuesday, December 25th, 2007

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In occasione del Natale, recupero un mio post dell’anno scorso uscito sul blog di campivisivi. Potrebbe essere il primo di una serie di “ripescaggi”…
Alcune cose che avevo pubblicato su quel blog (continuate a seguirlo!), penso possano essere riprese e rilette con un ottica diversa.

Natale, nascita di un mito. (24/12/2006)
In questi giorni di festa e di celebrazioni più o meno religiose, tende ad espandersi un’ormai classica ondata di buonismo generale.
In un paese di radicate tradizioni cattoliche come il nostro, il Natale si pone come la festa madre, legata sia ad un modello liturgico-religioso, se vogliamo “spirituale” (questa implicazione la ritengo molto forzata), sia su un piano meramente consumistico.
In poche parole Babbo natale vs. Gesù bambino.
Nel senso comune viene attribuito al natale un’origine cristiana, ma molto probabilmente questa affermazione è suscettibile a contraddizioni.
Il natale, nella tradizione dell’antica Roma faceva riferimento ad una festività pagana, dedicata al Dio Mitra, il dio del sole, in quanto in questo periodo dell’anno, le giornate cominciano ad “allungarsi”. Questa ricorrenza cadeva esattamente il 25 dicembre. Oltre alla festività latina, ve ne erano molte sparse per il globo, dall’Egitto, fino ai paesi scandinavi, tutti legati ad una ritualità pagana, facente riferimento al sole.
È probabilmente errato considerare il natale come una festa per la nascita di Cristo in quanto, secondo la storiografia moderna, la data ed il periodo non corrisponderebbero con il 25 dicembre di duemilaesei anni fa, anzi si considera come probabile data di nascita il periodo tra il 7 ed il 4 a.c. (…).
Non solo, in questi giorni ricorre anche l’Hannukah, festa della luce di tradizione ebraica.
In definitiva la data del 25 dicembre è stata adottata a partire dal processo di cristianizzazione iniziato verso il III secolo d.c., accorpando le feste pagane ricorrenti nel periodo, unificando popoli e usanze sotto un’unica religione.
Veniamo all’aspetto meno religioso, ma altrettanto mitico del natale: Babbo natale.
Forse non molti sanno come è nata questa figura natalizia. Egli ha origine da una figura cristiana (quale coincidenza…), più precisamente da San Nicola di Mira (attuale Turchia), detto anche Nikolaus dalle popolazioni del nordeuropa. Egli viene tuttore festeggiato come S. Nikolaus (in olanda Sinterklaas, da cui Santa Claus), il 6 dicembre, giorno nel quale, vestito di rosso, in abito ecclesiastico ovviamente, elargisce doni ai bambini.
Questa figura si è progressivamente trasformata in babbo natale, secondo teorie diverse. Una di queste dice che gli immigrati in America nei due secoli scorsi, ricevevano le lettere di auguri per la festa di S. Nikolaus verso il fine dicembre, anziche all’inizio del mese, causa ritardi postali. Da qui lo slittamento dei festeggiamenti. L’iconografia del corpulento signore che tuttora conosciamo, è stata laicizzata da Haddon Sundblom, nei primi del ‘900, in relazione alle campagne pubblicitarie della Coca-cola.
In un mix di religione, commercio e “buoni sentimenti”, ha preso vita la festa che tuttora conosciamo, e che personalmente non mi sento di abbracciare.
Sotto un alone mitologico, le divinità religiose e commerciali tendono a fondersi, talvolta a scontrarsi. In fin dei conti ognuno porta avanti quello in cui “crede”. In relazione al nostro percorso di ricerca spirituale, possiamo vedere che spesso dietro gesti apparentemente carichi di spiritualità, v’è poco di essa. La nostra ricerca continua, ma sul Natale vorrei finire qui, evitando magari discorsi troppo polemici, dogmatici e banali.
Daltronde a natale siamo tutti più buoni…

Venticinque

Wednesday, December 19th, 2007

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Mercoledì 19 dicembre 2007, compio 25 anni.
Com’è avere 25 anni? quando ero ragazzino dicevo: “guarda quello, è grande! avrà 25 anni…”
Ecco com’è avere 25 anni. È quell’età che a 14 ti sembra la soglia della maturità, poi scopri che questa soglia continua a spostarsi in avanti…
Avere venticinque anni è non poter fare le cazzate dei vent’anni, ma non si può aver la pretesa di essere maturi come un trent’enne (anche se effettivamente lo si è).
Un quarto di secolo, neanche la metà: una mezza, mezza misura…. fate voi!

A parte tutto quest’anno è stato un vero e proprio anno di transizione, che sta procedendo sempre meglio… se la mia incostanza mi abbandonerà per qualche giorno, verso fine anno vorrei fare un classico post di bilancio e di “credits”…