Nuovi corsi
Monday, November 19th, 2007
Come ogni blog che si rispetti, anche il mio tratterà di musica. Ma non per questo diventerà rispettabile.Ieri sera ho deciso di andare a sentire gli Okkervil River, gruppo indie-rock (termine che non sopporto perchè inutile ed inflazionato, ma serve allo scopo) americano, che apprezzavo seppur dopo l’ascolto di un solo loro disco. Non vorrei soffermarmi troppo sull’aspetto musicale. Non sono un esperto, ma un paio di cose vanno dette.Il cantante ha una voce struggente, una di quelle che ti entra nella pelle e, nelle parti più acute, vibra e stride nelle ossa di chi ascolta. Gli altri 5 componenti sono dei musicisti di grande livello, polivalenti che si destreggiano tra una tastiera, un campionatore, una chitarra elettrica ecc… Il suono è molto robusto, a tratti malinconico, mai banale: uno dei migliori gruppi che io abbia avuto il piacere di ascoltare dal vivo.Detto ciò torniamo a me. Per assistere al concerto ho fatto una scelta (un ringraziamento va ovviamente a Martina che mi ha gentilmente scarrozzato): o vedere gli Okkervil River, o un altro concerto sempre all’estragon di Bologna, giovedì prossimo, e sentire agli Agnostic Front ed Evergreen Terrace, 2 gruppi hardcore-punk americani. La scelta era da fare per motivi di budget, ma non solo. Ne sono usciti vincitori gli Okkervil, per un fatto culturale e sociale: avevo bisogno di aria nuova. Solitamente vado a concerti dove energumeni tatuati sbraitano la loro rabbia, davanti ad una mischia umana di carne e sudore, che si agita senza un fine apparente. Ho deciso di assistere ad un espressione profonda, toccante, allo stesso tempo comunque energica, come quella espressa dagli Okkervil River. Forse è l’ennesimo segno di un cambiamento.
Giovedì sera, ore 19. Appuntamento all’Accademia di Belle Arti di Bologna per l’incontro con Ian Anderson, fondatore dello studio inglese 