Archive for September, 2007

Cambi di umore

Tuesday, September 25th, 2007

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Ho appena finito di vedere il film dei Simpson.
Non sono riuscito a trattenere la “voglia di post” fino a domani.
Qualcosa è cambiato nella celebre famiglia animata, ma non credo sia un cambiamento in meglio. Il film a dire il vero non è molto riuscito: la trama è un po’ scialba, i personaggi poco delineati, regia ed animazione discreti (forse il 3d non serviva).
La cosa più preoccupante è la diversità dei personaggi rispetto alla serie. Sono un fan di lunga data dei Simpson, ma le ultime puntate erano decisamente scadenti sotto molti punti di vista. Il film poteva ridare un’impennata alla “gialla famiglia”, purtroppo l’ha affossata. La cosa più sconvolgente è la degenerazione del personaggio di Homer.
Da impacciato e rincitrullito, ma pur sempre di buon cuore, padre medio americano, si è trasformato in un’uomo a volte irritante da un umorismo non più tagliente nella sua surrealtà, ma piuttosto ripetitivo e snervante. Gli unici momenti di riso li regala in maniera grottesca, un po’ demenziale, ma sicuramente non sottile come un tempo. Niente battute in apparenza banali, ma con dei risvolti geniali, solo comicità facile. Le sue imprese, seppur rocambolesche, non avevano i tratti eroici che assumono in questo lungometraggio. No Homer non è un eroe, è il suo esatto contrario, era un eroe nei momenti di debolezza, quando si riavvicinava alla moglie Marge o ai figli.
Senza dubbio la comicità e la società, non solo simpsoniana, sono mutate. Certe cose forse non vengono più capite, c’è sempre meno sforzo da parte degli autori nel far ridere in maniera surreale ed intelligente piuttosto che in maniera demenziale.
Rari anche i riferimenti cinematografici ed iconografici che hanno contraddistinto la serie per anni (nel film ricordo solo dei framenti Escheriani), insomma poca cosa.
Homer, mi dispiace, non fai più tanto ridere. Ma non è colpa tua. Forse sono io che non capisco le tue battute, o forse non riesci più a farmi ridere perchè non hai più niente da ridere anche tu. Sei diventato anche un po’ malinconico, ma ti capisco. In questo momento sicuramente stanno ridendo il tuo amico Matt Groening e gli altri produttori, che si stanno gonfiando le tasche con la tua dignità…d’oh!

Tempo

Monday, September 24th, 2007

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Oggi ho inviato la mia proposta per il concorso per il sito del museo del design della Triennale di Milano, a cui sono stato invitato.
Essendo un progetto molto vasto, ho chiesto collaborazione ai miei maestri di Chia Lab e muschi&licheni (che per l’ennesima volta ringrazio).
É stata un ottima occasione per cominciare a testare la “collaborazione incrociata” tra gli studi. Il risultato mi è parso ottimo, ma non spetta a noi giudicare… Ovviamente i tempi erano abbastanza ridotti, e di conseguenza è stata una corsa all’ultimo minuto disponibile (speriamo sia servito). Già il tempo. Più vado avanti nelle esperienze di questi mesi, più mi accorgo che il tempo è una delle cose più preziose che abbiamo: il segreto sta nell’affrontarlo con pazienza. Se qualcuno sa come si fa, lo prego di farmelo sapere…

In questi giorni ho trovato anche casa. La sistemazione è ottima, per logistica, spesa, estetica, insomma le premesse sono buone. Domenica si trasloca.
Sempre tempo di cambiamenti.

p.s. pensando al tempo mi sarebbe piaciuto parlare anche di gente come Einstein, Prigogine oppure Heidegger…ma sinceramente non ho tempo…

Le storie tese

Thursday, September 13th, 2007

Ieri sera concerto di Elio e le storie tese, all’arena parco nord di Bologna.
Come sempre grande lezione di stile, non solo musicale.
Ecco un loro video, per ricordarmi/ci quello che siamo…

V-day

Monday, September 10th, 2007

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8 settembre 2007, Bologna, V-day. Sono circa le 17 e, attraversano un’immensa processione, arrivo in Piazza Maggiore. Beppe Grillo sta già arringando la folla, stilando la lunga lista dei parlamentari condannati tutt’ora in carica. Questo è uno dei motivi per i quali il “Vaffanculo day” è stato indetto. Sempre correlati, sono gli altri 2 punti del giorno della vendetta, della riscossa: il divieto di essere eletti deputati o senatori per più di due legislature ed il ritorno all’elezione diretta dei parlamentari. La vasta folla (si parla di 200.000 persone…) pende dalle labbra urlanti del comico genovese, acclamandolo in continuazione. Generalmente sono restio a partecipare a questi eventi di massa, essendo fermamente convinto che una persona deve fare delle piccole rivoluzioni ogni giorno, non aspettare che arrivi qualcuno a prenderlo per i capelli e portarlo in piazza. Fatto stà che Beppe ci sà fare, eccome! É un personaggio che stimo e seguo da anni, di innegabile carisma ed intelligenza, promotore di iniziative che altrimenti faticherebbero ad avanzare (vedi la diffusione dei nuovi mezzi di informazione). Condivido nella quasi totalità i punti del v-day e mi è sembrato giusto esserci. Sinceramente la mia presenza è durata poco all’inizio. Finita l’arringa, a causa della mia insofferenza verso le moltitudini umane, sono andato a farmi un giro per il centro(…), lasciando un modesto gruppo musicale sul palco. Al mio ritorno le esibizioni sono terminate e sta per inizia il gran finale. Sul palco ci sono Marco Travaglio, Sabina Guzzanti, Massimo Fini e Grillo appunto. La Guzzanti, mi duole dirlo, la trovo sempre più spenta, meno pungente. Forse “Viva Zapatero!” ha terminato il suo fervore? mi auguro di no, ma la sua presenza non è stata troppo significativa. Di tutt’altro spessore l’intervento di Massimo Fini. Mandando a fanculo (è il caso di dirlo), la demagogia (che detesto), ha dichiarato la fine della partitocrazia e della democrazia stessa, sintomo di un declino ed inadeguatezza del genere umano. Sulla sua scia anche Travaglio, giornalista che ammiro molto. Sempre evitando slogan e luoghi comuni, ci ricorda varie lotte all’illegalità di passati recenti, ci invita ad aprire gli occhi e non fidarci di persone con passati bui (sopratutto legati alla mafia), e considerare meglio persone che avranno metodi estremi, ma che sono esempio di impegno nella difesa della legge (a cui il v-day appunto fa riferimento), vedi lo stesso Cofferati, sindaco di Bologna.
A un certo punto mi sarebbe piaciuto salire sul palco, ed urlare solo una frase: sveglia siamo nel 2007! Pare che tutta la piazza stesse ricevendo un’epifania, una benedizione. Ma basterebbe che ognuno di noi leggesse, si informasse, spegnesse un po la tv, per scoprire un po’ di cose che ci hanno raccontato i vari intervenuti.
L’indomani leggo su “Repubblica”, un intervento di Massimo Cacciari, filosofo e sindaco di Venezia. Il suo dubbio era che si sia caduti nel qualunquismo al v-day. Può darsi, ma non da parte di Grillo & co. Lodevole il loro impegno per far entrare nelle zucche degli italiani un po’ di nozioni vitali in più! Forse il qualunquismo era nella massa (vedasi teorie della scuola di Francoforte)… ma sinceramente, dopo tutte le polemiche di questi giorni, non mi sento di proporne un’altra.

Festa dell’umiltà

Sunday, September 2nd, 2007

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Sabato sera. Io ed Eros decidiamo di andare alla festà dell’unità, qua a Bologna. Saliamo su un autobus colmo all’inverosimile e in pochi minuti siamo al parco nord. La gente è moltissima già all’ingresso e, mentre la attraverso per entrare, si schiude davanti a me uno scenario a cui sinceramente, non ero preparato. La festa dell’unità, a detta degli organizzatori, ovvero ds ed ulivo (e futuro pd), dovrebbe essere il luogo d’incontro della città, un modo per riavvicinare il cittadino alla politica. 10 passi, primo stand: hummer (inutile suv americano succhia petrolio), mercedes, macchine sportive… Questo dovrebbe avvicinarmi alla politica? automobili che la maggior parte della gente comune non può acquistare? Gli stand si susseguono in un infinità di paccottiglia, attrezzi da cucina, giardinaggio, dolciumi, dove banditori attirano gente come un fiore attira un’ ape. Giustamente uno stand è adibito a bancomat, altrimenti come potrei avvicinarmi alla politica? di fianco c’è il tabaccaio, più in là i ristoranti. Ah già i ristoranti. Io volevo una piada o un panino, come alle sagre. Per arrivare ai baracchini sono costretto ad attraversare una muraglia di ristoranti dove giungono musiche latinoamericane e profumi che, mischiati assieme, non hanno nessuna nazionalità. Il tutto a prezzi non precisamente popolari. In tutto questo frastuono, arrivo ad uno stand di monaci tibetani. Tra un volantino per la libertà del tibet, ed un cd masterizzato alla meno peggio di canti tibetani anch’essi, un monaco sta facendo un mandala. Ci avviciniamo. In mezzo al caos lui fa cadere lentamente dei granelli di sabbia colorata, che incollandosi su una tavoletta, fomano dei disegni simmetrici. Ci guarda e sorride. Accetta la sua spettacolarizzazione e sta sopra a tutto ciò che ci circonda.
Ci rifugiamo all’Estragon a sentire gli Skiantos. Dopo due ore usciamo ed è come prima, vai a vieni di gente, musiche nostalgiche degli anni ‘80, e tanto buon umore.
Tutto troppo eccessivo, troppo superficiale. Bastava molto meno. Penso ai soldi che circolano in questa festa. Festa dell’unità. Io non mi sento parte di nulla di tutto ciò.
Al futuro pd (partito deomocratico) mi sento di dare un piccolo suggerimento (dal basso della mia posizione…). Il prossimo anno fate la “festa dell’umiltà”, senza tutte queste cavolate. Scendete dal vostro scranno e cercate di proporre qualcosa di veramente utile, nuovo, non nomi nuovi e facce vecchie (in tutti i sensi), non modelli di vita capitalistici, stili di vita dediti al consumismo totale.
Fate qualcosa di utile, una volta tanto.
Vorrei sentirmi orgoglioso di essere “di sinistra”.

Da “La linea d’ombra”, J. Conrad

Saturday, September 1st, 2007

“Solo i giovani hanno di questi momenti. Non intendo dire i giovanissimi. No. I giovanissimi, per essere esatti, non hanno momenti. È privilegio della prima gioventù vivere in anticipo sui propri giorni, nella bella continuità di speranze che non conosce pause nè introspezione. Uno chiude dietro di sé il cancelletto della fanciullezza - ed entra in un giardino incantato. Là persino le ombre rilucono di promesse. Ogni svolta del sentiero ha un suo fascino. E non perchè sia una terra tutta da scoprire. Si sa bene che l’umanità intera l’ha percorsa in folla. È la seduzione dell’esperienza universale, da cui ci si attende una sensazione singolare o personale: un po’ di se stessi.” (…)